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Asse 1 - Agenda Digitale Metropolitana

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Sintesi della strategia di intervento

Il PON Metro rappresenta una grande opportunità per l’intero Sistema-Paese dal momento che prevede la realizzazione, per la prima volta in modo coordinato, di un vasto programma di investimenti rivolto non solo a 14 Città Capoluogo italiane ma anche al loro hinterland, attraverso il coinvolgimento di un numero assai rilevante di Comuni dell’area metropolitana, variabile da Città a Città. Un aspetto rilevante del PON Metro è rappresentato dagli investimenti per il potenziamento dell’Agenda Digitale che destina, per la sola Città di Palermo, risorse pari a 16 M€. La denominazione esatta dell’azione specifica è, in effetti, esplicativa della valenza che viene posta sull’azione stessa dalla Commissione Europea: Adozione di tecnologie per migliorare i servizi urbani della Smart City. Si tratta cioè di interventi volti non tanto a introdurre generiche nuove tecnologie da sperimentare quanto piuttosto ad adottare tecnologie, in alcuni casi mature, che siano in grado di apportare significativi e tangibili benefici alle comunità alle quali si rivolgono: Comuni Capoluogo e Comuni di Cintura.

Il PON Metro Palermo rappresenta altresì una grande opportunità per il territorio del Comune di Palermo per continuare lungo il cammino di innovazione volto a garantire nuovi servizi, anche ridisegnando quelli già esistenti, ai propri cittadini e alle realtà produttive presenti; inoltre, offre la possibilità di avvicinare e coinvolgere "digitalmente" l’intero territorio metropolitano così da integrarlo nei processi di uso sostenibile e di governo. Tutto ciò con l’obiettivo di aumentare il grado di "vivibilità" delle città, prestando in particolare attenzione alle modalità di estensione dei servizi (back-end e front-end) anche ai Comuni dell’area metropolitana che verranno federati.

La progettualità in materia di Agenda Digitale, esposta nelle singole Schede Progetto a seguire, riguarderà i servizi, le infrastrutture, l’organizzazione e i modelli di gestione abilitanti rispetto agli obiettivi generali del PON Metro che la Città di Palermo deve porre in essere in coerenza con i contenuti e gli indirizzi definiti dall'Asse 1 del Programma PON Metro - Agenda Digitale. Poiché, inoltre, in termini generali le Azioni di programma si collocano nella cornice più generale costituita dai quattro Assi previsti dal PON Metro, la realizzazione, nell'ambito dell'Asse 1, della Piattaforma Informatica Integrata dovrà intendersi come fattore abilitante delle Azioni di Progetto previste sia nei settori tematici della Mobilità Sostenibile, dell'Efficienza Energetica e dell’Inclusione Sociale, sia nel contesto più generale dei servizi di eGovernment implicitamente introdotti dall’integrazione nell’area metropolitana dei Comuni di Cintura e dal potenziamento/estensione degli stessi servizi erogati. Il Programma, in particolare, prevede in modo esplicito che gli interventi realizzati nell’ambito dell’Asse 1 – Agenda Digitale riguardino in modo specifico 7 aree tematiche corrispondenti ad altrettante piattaforme verticali, in grado di interoperare con le piattaforme di servizio abilitanti, locali e nazionali, secondo lo schema di seguito rappresentato.

Agenda Digitale - Piattaforme Tematiche

Nelle Schede Progetto vengono descritte le singole Piattaforme Tematiche che il Comune di Palermo intende sviluppare. Sebbene le singole piattaforme potrebbero essere, in linea di principio, l’una indipendente dall’altra, nella fase di progettazione degli interventi è stata posta una particolare enfasi nella individuazione di tutti quegli elementi di trasversalità funzionale tra le diverse piattaforme che consentano all’Azione, vista nella sua interezza, di presentarsi come un vero e proprio ecosistema applicativo e architetturale; tale approccio risulterà in particolare capace di amplificare gli effetti sinergici tra i diversi investimenti oltre che di uniformare gli approcci implementativi in una chiave di interoperabilità nativa tra i diversi contesti applicativi.

Le singole piattaforme in alcuni casi rappresenteranno un’evoluzione radicale dell’esistente, prevedendo in particolare l’adozione del paradigma del Cloud Computing come modello base e fondante per l’erogazione dei servizi e per la loro fruizione; è questo il caso delle Piattaforme “Edilizia e Catasto”, “Tributi Locali” e “Lavori Pubblici”. Negli altri casi, “Assistenza e Sostegno Sociale”, “Cultura e Tempo Libero”, “Lavoro e Formazione” e “Ambiente e Territorio”, le piattaforme saranno sviluppate ex novo, ricorrendo allo stato dell’arte della tecnologia disponibile e sviluppando le applicazioni nativamente aderenti al paradigma del Cloud Computing. Per quanto attiene il modello di Cloud Computing cui si pensa di aderire, questo sarà prevalentemente il modello privato attraverso un potenziamento della infrastruttura di datacenter già in possesso della società in-house SISPI preposta alla gestione di tutti gli aspetti ICT del Comune di Palermo e alla quale sarà affidata la realizzazione di tutti gli interventi in materia di Agenda Digitale di cui al PON Metro Palermo.

Per ciascuna delle piattaforme da sviluppare, particolare cura verrà posta nella determinazione e implementazione dei protocolli di comunicazione e interoperabilità delle piattaforme tra loro, con le altre piattaforme presenti a livello locale nonché con le piattaforme di servizio a livello nazionale. Altrettanta enfasi verrà altresì posta nell’azione di raccordo con le analoghe attività di sviluppo svolte dalle altre 13 Città Capoluogo coinvolte nel PON Metro, alla ricerca di soluzioni comuni e condivise che consentano lo sviluppo di un ecosistema applicativo nazionale quanto più possibile interoperabile. Nel fare ciò un ruolo fondamentale verrà ricoperto dalle soluzioni tecnologiche che verranno adottate, le quali dovranno garantire:

  • un’interoperabilità, quanto più possibile estesa e pervasiva, tra le diverse piattaforme. Ciò verrà realizzato da un lato adottando protocolli di comunicazione tra le applicazioni e formati dei dati quanto più possibili aperti e aderenti a standard riconosciuti dai contesti di riferimento, dall’altro ricorrendo ad un elemento architetturale a fondamento dell’infrastruttura di progetto dell’intera piattaforma tecnologica rappresento da un Enterprise Service Bus (ESB). Tale elemento infrastrutturale fungerà da accoppiatore tra le singole componenti middleware a fondamento delle singole piattaforme e degli strati applicativi specifici;
  • l’adozione di strumenti estremamente efficaci per estrarre conoscenza e rappresentarla in forme intellegibili per i diversi fruitori delle piattaforme. Si tratta di strumenti di Business Intelligence e di Business Analytics, fondati su una piattaforma di Big Data Analytics trasversale a tutte le piattaforme;
  • l’implementazione di Sistemi di Controllo dei Processi (BPMS – Business Process Management System) come elementi fondanti dei sistemi di dematerializzazione e di automazione e controllo dei procedimenti di back-office.

Elemento comune a buona parte delle Piattaforme sviluppate sarà l’articolazione delle attività di sviluppo in due fasi distinte, ancorché strettamente collegate l’una all’altra, che richiamino idealmente la divisione in due fasi temporali dell’intero programma:

  • Fase 1: analisi delle soluzioni tecnologiche e funzionali presenti sul mercato, implementazione di infrastrutture pilota, ancorché operative, e rilascio delle prime componenti applicative;
  • Fase 2: selezione delle soluzioni ottimali e messa in esercizio delle soluzioni applicative.

Tale articolazione origina dalla necessità e opportunità di fare ricorso allo stato dell’arte delle tecnologie disponibili e dalla volontà di creare un ecosistema applicativo che miri all’ottimale impiego delle risorse disponibili nonché alla nativa interoperabilità delle stesse. Tutto ciò non è facilmente o immediatamente reperibile sul mercato, come soluzione pronta “a scaffale”, viceversa necessitando di una fase di scouting tecnologico seguita da una fase di implementazione operativa che porti a dei prototipi funzionanti, da sperimentare su una scala ridotta entro il 2018 (coinvolgendo almeno 8 Comuni di Cintura), che possano essere valutati come soluzione da mettere in produzione su più ampia scala entro il termine ultimo del progetto (coinvolgendo almeno 44 Comuni di Cintura).

Particolare attenzione verrà riservata alle attività di raccordo con i Comuni di Cintura con i quali si conta di avviare una vera e propria condivisione di diversi aspetti operativi legati alla implementazione dei servizi offerti dalle Piattaforme Tecnologiche. Se, infatti, il disegno delle singole Piattaforme e dell’infrastruttura tecnologica di progetto è centralizzata, anche grazie alle potenzialità offerte dalle moderne tecnologie Cloud, le funzionalità che verranno rese disponibili da tali piattaforme ai cittadini sono il frutto di un esteso lavoro di condivisione che vede i Comuni di Cintura partecipare con un ruolo attivo nel fornire le tipologie e le specifiche di base dei servizi nonché le modalità di fruizione degli stessi da parte dei cittadini. Tale fase sarà preceduta da un’attività di raccordo, che partirà già nel mese di dicembre 2016, e che consisterà nella presentazione del Piano Operativo ai rappresentanti dei Comuni di Cintura e nell’insediamento di specifici tavoli tematici, uno per ciascuna Piattaforma Tecnologica. L’adesione dei Comuni alle Piattaforme potrà essere trasversale o mirata, in base alle esigenze specifiche manifestate da ciascuno di essi.

Considerata l’entità della sfida tecnologica sottesa alla creazione di un vero e proprio ecosistema applicativo, fondato sull’impiego coordinato di tecnologie differenti e, in alcuni casi, estremamente innovative e pertanto prive di una consolidata base professionale ed esperenziale a supporto, difficilmente reperibile sul mercato, risulta cruciale oltre che territorialmente strategica la collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo. Tale collaborazione è in grado di dispiegare due diversi elementi di valore:

  • da un lato, quelli connessi con la collaborazione qualificata con un ente di ricerca e innovazione quale l’Università di Palermo la quale, grazie alle diverse competenze presenti al suo interno proprio sui temi intercettati dall’Agenda Digitale, è in grado di valorizzarle, mettendole al servizio del territorio per contribuire alla realizzazione di una piattaforma di servizio volta a contribuire al rilancio dell’intero territorio oltre che a erogare servizi avanzati e funzionali ai cittadini;
  • dall’altro, quelli connessi con la possibilità di rafforzare in modo strutturato l’intera filiera digitale presente sul territorio, consolidando le competenze presenti attraverso attività mirate di formazione e di trasferimento delle professionalità o attraendo sul territorio realtà industriali interessate allo sviluppo di soluzioni di avanguardia in una logica sistemica.