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Asse 3 - Servizi per l'inclusione sociale

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Sintesi della strategia di intervento

Il PON METRO nell’ambito dell’Asse 3, in sinergia con i Programmi regionali FSE e FESR, affronta in tema dell’inclusione sociale attraverso la ricerca di soluzioni:

  • In primo luogo al problema della povertà abitativa, in una logica di prevenzione e superamento, unitamente all’attivazione di percorsi finalizzati all’ inserimento sociale attivo;
  • In secondo luogo, per la predisposizione di migliori e più diffusi servizi di innovazione sociale, tramite la disponibilità del terzo settore, in risposta ai nuovi bisogni espressi dalle comunità a livello locale.

All’interno di questa strategia più ampia, quello che caratterizza l’Asse 3 riguarda la realizzazione di strategie integrate di azione locale, in stretta sinergia con le politiche di inclusione sociale secondo quanto stabilito dal Piano nazionale di contrasto alle povertà, anche grazie al sostegno integrato dell’Asse 4-FESR per le componenti strutturali.

Tutti i progetti dell’asse saranno integrati e rappresenteranno un evoluzione della strategia di intervento in atto già avviate dal Comune di Palermo – Settore Servizi Socio Assistenziali. Le Unità Organizzative del Settore impegnate nell’erogazione di prestazioni di aiuto, esercitano infatti il proprio mandato Istituzionale nei diversi ambiti d’intervento ormai da molto tempo, hanno maturato esperienze di governance Istituzionale di Progetti, ed hanno attivato percorsi di collaborazione con altre realtà pubbliche e private del territorio.

La strategia dell’Asse 3 si basa sulla complementarietà ed integrazione con diversi strumenti di carattere ordinario e straordinario, interventi correlati tra loro per il raggiungimento degli obiettivi comuni; ogni azione - intervento prevede una parte gestionale ed una parte di organizzazione dei servizi, inoltre garantisce la complementarietà e non sovrapposizione tra interventi sostenuti da diverse fonti di finanziamento. In tal senso l’Asse 3 si connette e si integra nel dettaglio:

  • l’Azione 4.1.1 del Programma, che prevede la realizzazione e/o il recupero di alloggi e strutture per favorire l’inserimento abitativo delle persone interessate dai percorsi, l’Azione denominata “Infrastrutture per l’inclusione sociale” da destinare all’assegnazione a individui e famiglie con particolari fragilità sociali ed economiche, e alla manutenzione straordinaria volta anche all’abbattimento delle barriere architettoniche, rientranti nell’azione 4.1.1. e 4.2.1.
  • l’Azione 3.3.1 del Programma, che prevede il rafforzamento di servizi e di attività di animazione ed inclusione sociale, sia perché i partecipanti potrebbero essere i destinatari anche dei servizi attivati con quest’azione (i.e. corsi di formazione, tutoring, servizi domiciliari, partecipazione civica, ecc.) sia perché potrebbero sviluppare o partecipare ai progetti di rafforzamento dei servizi (i.e. associazioni di mutuo aiuto, associazioni culturali e/o enogastronomiche multietniche, recupero materiale elettronico e/o meccanico dismesso, ecc.);
  • l’Azione 1.1.1 che prevede l’adozione di tecnologie per il miglioramento dei servizi urbani e può finanziarie lo sviluppo di sistemi di gestione ed accesso al servizio, nello specifico con quanto previsto nel suddetto Piano Operativo – Scheda Progetto Pa1.1.1.a – Piattaforma ITC “Assistenza e sostegno sociale” – Scheda Progetto Pa1.1.1.d – Piattaforma ITC “Lavoro e formazione” alle quali si rimanda per i contenuti specifici
  • l’Azione 9.1.1 del PON Inclusione, che supporta la sperimentazione di percorsi di inclusione attiva (SIA- sussidio economico a nuclei familiari in condizioni di povertà condizionale all’adesione ad un progetto di attivazione sociale e lavorativa);
  • Gli strumenti finanziari previsti dalla normativa nazionale del Piano Casa di supporto all’accesso all’abitazione quali il Fondo per l’affitto, il Fondo morosità incolpevole, etc.
  • Legge 328/00, L.R. Sicilia 22/86, Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia approvate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 05.11.2015, e con l’atto di indirizzo approvata con Deliberazione di Giunta Comunale n.56 del 05.04.2016 avente ad oggetto: “Presa d’atto delle risultanze svolte dal Laboratorio Sociale Cittadino: “Piano Sociale – prospettive di sviluppo per l’innovazione sociale, economica e culturale della Città e del suo territorio”.

 

Il Target di riferimento per gli interventi 3.1.1 è rappresentato da:

- famiglie e singoli a temporaneo rischio di povertà o marginalità;

- giovani, studenti, lavoratori alla ricerca di soluzioni abitative economicamente sostenibili per un progetto di vita autonomo e dignitoso;

- a donne vittime di episodi di violenza domestica che spesso non denunciano tali molestie, perché frenate dall’incertezza del futuro abitativo;

- Individui e nuclei familiari che sono in condizione o rischio rilevante di povertà abitativa (di reddito, fisica, psicologica o socio-culturale) e sono incapaci di integrarsi e accedere ad una casa “adatta” al di fuori di una rete di protezione. A titolo esemplificativo: nuclei familiari in condizioni di morosità incolpevole legata alla perdita di lavoro, al basso reddito e/o una particolare situazione di svantaggio, ragazze madri a rischio di marginalità sociale e/o sottoposte a procedimento di tutela da parte del Tribunale per i Minorenni, genitori separati in condizione di grave svantaggio socio-economico e/o a rischio di marginalità sociale, giovani fuoriusciti da lunghi percorsi di istituzionalizzazione, ex detenuti a rischio di esclusione sociale, persone in situazione di disabilità fisica, psichica e sensoriale con un alto livello di autonomia personale, beneficiari di protezione internazionale, sussidiaria e umanitaria, e richiedenti asilo o migranti che non possono beneficiare di tale status).

 

Il Target di riferimento per gli interventi 3.2.1 è rappresentato da:

- Individui e nuclei familiari appartenenti alle comunità ROM, Sinti e Caminanti alloggiate nei campi e in situazioni di emergenza sociale ma disponibili e intenzionati ad abbandonarli.

 

Il Target di riferimento per gli interventi 3.2.2 è rappresentato da:

- Soggetti senza fissa dimora;

- Individui in temporanea situazione di emergenza abitativa;

- Beneficiari di protezione internazionale, sussidiaria e umanitaria e richiedenti asilo o migranti che non possono beneficiare di tale status

 

Il Target di riferimento per gli interventi 3.3.1 è costituito: in via diretta da individui, associazioni e soggetti del terzo settore, portatori di idee progettuali meritevoli, in via indiretta dai residenti e frequentatori delle aree bersaglio. I nuovi servizi che verranno creati saranno, infatti, principalmente rivolti ad utilizzatori finali residenti nelle aree degradate bersaglio che si configurano come soggetti svantaggiati e in condizione di esclusione sociale, in linea con la strategia di inclusione sociale e lotta alla povertà prevista per gli Obiettivi specifici 3.1 e 3.2.

 

La strategia dell’Asse 3 prevede quindi una valorizzazione e capitalizzazione, trasversale a tutte le azioni di intervento, delle esperienze maturate nell’ambito del periodo di programmazione 2007/13. Pertanto si ipotizza che le azioni all’interno dell’Asse 3 amplieranno la gamma di interventi e permetteranno l’implementazione di nuove metodologie d’intervento, condivise, co-costruite tra l’Amministrazione Comunale, il Terzo Settore, i cittadini, al fine di rendere replicabili modelli di nuova sperimentazione. L’Azione sostiene il rafforzamento dei servizi di contrasto alla povertà abitativa e di accompagnamento alla casa da realizzarsi attraverso un approccio multi-dimensionale e integrato d’inclusione attiva, in coerenza con il paradigma “Housing First”. Si tratta di realizzare una progressiva diminuzione dei costi di gestione per la Pubblica Amministrazione.

Il modello considerato come riferimento per la strutturazione di questa tipologia di servizi è l’Agenzia sociale per la casa, un modello già sperimentato in Italia, ed innovativo per l’Area Metropolitana di Palermo. L’idea guida è rappresentata da una ipotesi di riorganizzazione dell’Amministrazione Comunale riguardo al tema dell’emergenza abitativa, attualmente frammentato fra uffici ed Enti del Terzo Settore, pertanto si intende realizzare una governance centralizzata che governi i processi di inclusione sociale, con funzioni di primo contatto, diagnosi multidimensionale e orientamento socio lavorativo e di crescita educativa. Tale approccio mira a rafforzare la rete integrata con il Terzo Settore, mediante la realizzazione di servizi strutturali a forte valenza pubblica. Si prevede di lavorare in rete con soggetti sia pubblici (centri per l’impiego, centri di tutela della salute e istruzione) che privati (in particolare del privato sociale) creando protocolli di intesa, accordi di programma, assemblee cittadine, tavoli permanenti, laboratori permanenti.

 

Dal punto di vista strategico con l’intervento PA 3.1.1.a - Agenzia Sociale per la casa - Snodo per l'inclusione, per rendere efficace ed efficiente il sistema di risposte Istituzionali ai bisogni di carattere abitativo e di inclusione sociale di soggetti svantaggiati, prevede di unificare le procedure in atto in tutti gli Uffici con specifiche competenze in materia mediante la creazione di una “cabina di regia” che si occuperà di uniformare i procedimenti Amministrativi (attualmente in capo ai diversi servizi in modo frammentato), ed eserciterà una governance unitaria sulla gestione tecnico-amministrativa dei progetti di presa in carico dell’utenza. Per rendere efficace e capillare l’azione si è pensato di costituire altresì n°10 “Punti snodo” sul territorio, di cui n°8 presso le Circoscrizioni di Decentramento della Città di Palermo dove ha sede il Servizio Sociale di Comunità, e n°2 presso i Comuni del DSS n°42 di cui Palermo è capofila. L’attività dei punti “snodo” sarà coordinata e soggetta alla governance della cabina di regia. L’intervento si integra dal punto di vista metodologico con quanto previsto e attuato nel PON Inclusione, con particolare riferimento alle metodologie di presa in carico e di gestione delle situazione di svantaggio previste nelle linee guida SIA.

A supporto ed integrazione del suddetto intervento, si è ritenuto di intervenire per l’integrazione scolastica, lavorativa, sociale e familiare della persona con disabilità fisica, psichica e/o sensoriale PA 3.1.1.b - Agenzia Sociale per la casa - Poli per soggetti con disabilità. L’Azione prevede la realizzazione di poli finalizzati alla sperimentazione di percorsi individualizzati per soggetti con disabilità.

Rispetto alla metodologia d’intervento, si è scelto di programmare interventi a favore delle persone in condizione di disabilità attraverso un approccio di tipo multi-dimensionale generando un valore aggiunto attraverso la capacità di intercettare la domanda e di fornire una risposta adeguata e integrata.

Nell’ambito dell’obiettivo Specifico “Riduzione del numero di famiglie con particolari fragilità sociali ed economiche in condizioni di disagio abitativo” si è ritenuto di progettare, altresì, un intervento che si connota come azione di sistema sperimentale da realizzarsi presso le 8 circoscrizioni comunali ed comuni del DSS 42, escluso le isole - PA 3.1.1.c - Agenzia Sociale per la Casa Sub-Intervento: Protezione sociale, accompagnamento all’ autonomia abitativa. Tale intervento viene sostenuto dalle “Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia” – approvate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, oggetto di apposito accordo tra il Governo, le Regioni, le Province Autonome e le Autonomie locali in sede di Conferenza Unificata del 5 novembre 2015, che indicano il modello dell’Housing first quale strumento di contrasto alla grave marginalità, al disagio abitativo dei singoli o dei nuclei familiari. Secondo tale approccio, solo l’accesso ad una abitazione stabile, sicura e confortevole può generare un benessere diffuso e intrinseco nelle persone che vivono una condizione di grave disagio. La casa è il punto di accesso, il primo passo, l’intervento primario da cui partire nel proporre percorsi di integrazione sociale. Con Housing led si fa riferimento a servizi, finalizzati sempre all’inserimento abitativo, ma di più bassa intensità, durata e destinati a persone che soffrono per un disagio non cronicizzato. Lo scopo è assicurare che venga rispettato il diritto alla casa e l’accesso rapido ad un’abitazione. Per queste persone, ancora di più che nei programmi di Housing first, bisogna lavorare sull’incremento del reddito attraverso percorsi di formazione/reinserimento nel mondo del lavoro e sul reperimento di risorse formali e informali sul territorio. L’obiettivo è rendere la persona nel breve periodo in grado di ricollocarsi nel mondo del lavoro e di reperire un alloggio in autonomia. I percorsi Housing first (HF) e Housing led (HL) rappresentano un’innovazione nell’ambito delle politiche di contrasto alla grave marginalità poiché introducono potenziali cambiamenti di natura politico-istituzionale, organizzativa, culturale ed economica rispetto ai paradigmi degli interventi posti già in essere in materia di contrasto alla grave marginalità, al disagio abitativo dei singoli o dei nuclei familiari. Le su citate linee guida sottolineano che affinché si possano avviare percorsi di HL e HF sul proprio territorio, è necessario che si realizzino determinate condizioni preliminari che investano in un percorso di cambiamento gli enti pubblici locali, le organizzazioni del privato sociale ed i cittadini, tra i quali:

- considerare l’Housing (la dimora) come diritto umano di base e come strumento di cura della persona;

- dotarsi di appartamenti liberi e dislocati in varie parti della città (possibilmente vicino a spazi collettivi e luoghi di vita cittadina).

L’intervento si connota come Azione di sistema da realizzarsi presso le 8 circoscrizioni comunali ed i Comuni del DSS 42, escluso le isole. Si tratta di definire un percorso innovativo fondato sul potenziamento dei valori dell’accoglienza e della solidarietà già presenti nel tessuto sociale di riferimento con radici culturali significative. E’ da considerarsi anche come “risorsa” trasversale all’intervento PA3.1.1a. L’intervento ha quindi come obiettivo prioritario l’attivazione di percorsi di accompagnamento all’autonomia abitativa rivolti a varie tipologie di persone in condizione di fragilità ed quanti abbiano bisogno di alloggio e vivano una situazione di difficoltà abitativa e sociale. L’idea di fondo mira a trasformare il “problema abitativo” in opportunità per una comunità più coesa e per un nuovo modello di assistenza, mediante una presa in carico globale della persona o famiglia. L’intervento prevede anche l’avvio e la sperimentazione di un servizio innovativo che favorisca esperienze di coabitazione, mutuato da buone pratiche già avviate sul territorio Nazionale. La coabitazione è un progetto che nasce dall’idea di trasformare il “problema abitativo” in nuove opportunità per la costruzione di una comunità più coesa e solidale. Un bene prezioso come la casa può in effetti divenire un problema per chi non è in grado di acquistarne o affittarne una, ma anche per quanti, proprietari o affittuari di un alloggio, necessitano di una qualche forma di aiuto nella gestione della vita quotidiana.

Ad integrazione degli interventi sopra esposti, ed in modo coerente con l’obiettivo specifico “Riduzione della marginalità estrema e interventi di inclusione a favore delle persone senza dimora o assimilate (stranieri in emergenza abitativa estrema)”, è stata progettata una azione che intende favorire il reinserimento sociale degli individui e delle famiglie appartenenti alle comunità emarginate attraverso percorsi di presa in carico integrati e multidimensionali finalizzati alla loro uscita duratura da una situazione di emergenza abitativa - PA 3.2.1.a - Percorsi di accompagnamento alla casa e di integrazione delle comunità emarginate. L’intervento si configura come superamento della vita nei c.d. campi ROM, come copertura dei fabbisogni di inclusione, accoglienza e reindirizzo verso interventi complessi di accompagnamento all’abitare. La strategia di fondo investe il superamento delle logiche del campo come unico luogo dove potere mantenere la propria identità sviluppando percorsi di accompagnamento delle famiglie verso il trasferimento presso alloggi e percorsi personalizzati mirati all’integrazione socio lavorativa.

Nell’ambito dell’obiettivo Specifico “Riduzione della marginalità estrema e interventi di inclusione a favore delle persone senza dimora o assimilate” è stata prevista la realizzazione di 2 Poli diurni e notturni per l’accoglienza di soggetti fragili in povertà socio - sanitaria (I° livello per un totale di circa 100 posti); tale azione prevede anche attività di integrazione, presa in carico ed interventi multidimensionali e integrati di inclusione attiva. Ciascun polo prevede una vasta gamma di servizi complementari quali:

  • Dormitorio; Mensa; Docce e igiene personale Lavanderia; Orientamento; Trasporto e Accompagnamento; Tutela legale ed attivazione della residenza virtuale per l’accesso agli altri servizi Socio-Sanitari; Unità di strada.

In ultimo, con l’intervento PA 3.3.1a - Processi partecipativi e sviluppo locale, si mira a realizzare l’obiettivo specifico “Aumento della legalità nelle aree ad alta esclusione sociale e miglioramento del tessuto urbano nelle aree a basso tasso di legalità”. Attraverso tale intervento si vogliono capitalizzare tre percorsi partecipativi già attivi, tre esperienze virtuose, che hanno consentito di identificare i bisogni del territorio attraverso strumenti innovativi di coinvolgimento di Cittadini, Enti del Terzo Settore, Aziende, rappresentanti di servizi Pubblici e Privati, che potranno essere potenziate e supportate nel loro percorso evolutivo proprio nell’ottica del PON METRO. I tre percorsi partecipativi sono: Piano Sociale; Pa – Working; Città educativa.

L’Azione interviene sul tema delle periferie e delle aree urbane marginali e degradate con presenza di criminalità dove sono maggiormente elevati i valori degli indici di povertà economica e di esclusione sociale e dove spesso si osserva una maggiore presenza di fenomeni illegali, di comportamenti antisociali e di criminalità. Gli interventi fanno parte della più ampia strategia di sviluppo economico e sociale e di miglioramento della qualità della vita nei quartieri e nei comuni interessati (Palermo e i Comuni del DSS42 o limitrofi alla città quali Ficarazzi e Isola delle Femmine), sono perciò sinergici con gli altri interventi sostenuti con le risorse di altri Assi del Programma e/o con altre risorse attivate a valere su fondi FESR o FSE nel territorio, per fornire maggiori e migliori servizi alla comunità. L’impatto che si prevede di ottenere si riguarda più livelli:

- miglioramento e rafforzamento delle competenze e delle procedure delle amministrazioni pubbliche;

- miglioramento dell’accesso ai servizi

- avvio di imprenditorialità sociale o start-up di prossimità nel territorio;

- trasferimento di conoscenza e di buone pratiche su problemi condivisi, diffusione di modelli innovativi;

- creazione di nuovi servizi di prossimità a vocazione sociale, culturale o imprenditoriale e animazione territoriale nei quartieri/aree del territorio metropolitano caratterizzati da degrado fisico e marginalità socio-economica e spesso anche da situazioni di illegalità diffusa e presenza di criminalità.